Paolo Gramaglia

Ricette

Formazione permanente della Solania per chef e pizzaioli  nella San Marzano Academy

Un frutto d’eccellenza come il pomodoro San Marzano DOP necessita di aggiornamenti dedicati per gli operatori del settore Il pomodoro San Marzano viene coltivato soprattutto nella regione Campania, fra Napoli e Salerno, il nome proviene dalla città di San Marzano sul Sarno e presenta un sapore agrodolce che lo rende indicato per il consumo crudo oppure cotto sotto forma di salsa. I semi furono importati verso il 1770 dal Perù, il frutto si presenta  con una forma cilindrica allungata non uniforme, di colore rosso molto acceso; la polpa è compatta e non contiene molti semi, mentre la buccia è molto sottile e facilmente staccabile, queste caratteristiche lo rendono inconfondibile, sia allo stato fresco che trasformato. Il pomodoro San Marzano è l’unico che non si frantuma nella lavorazione e si mantiene intero anche nel barattolo: un pelato di alta qualità e sapore. Per far meglio apprezzare il frutto “d’Oro” Lunedì scorso a San Valentino Torio, in Provincia di Salerno, nei campi di Solania presso la Tenuta Don Eugenio si è svolto l’evento “Aspettando il mio San Marzano“. L’appuntamento annuale è stato promosso da Solania Srl, azienda leader nel settore della raccolta e della trasformazione del pomodoro San Marzano, in collaborazione con Perrella Network, distributore esclusivo di Solania in Campania e Molise.  Il pomodoro San Marzano è conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo per le sue caratteristiche, che vengono esaltate dalla trasformazione in “pelato”. Il clima mediterraneo e il suolo estremamente fertile e di ottima struttura, l’abilità e l’esperienza acquisita dagli agricoltori dell’area di produzione nel corso dei decenni ha fatto sì che nel 1996 l’Unione Europea riconoscesse il San Marzano come D.O.P. la denominazione di origine protetta  è riservata al pomodoro che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dalle norme della Disciplinare di produzione e trasformazione della Denominazione di Origine Protetta “Pomodoro San Marzano dell’agro sarnese-nocerino”. Abbiamo chiesto al patron di Solania, Giuseppe Napoletano il motivo che ha spinto un’azienda affermata e che investe tanto a promuovere dei corsi di formazione: «Noi riteniamo che i corsi di formazione sono importantissimi, non si smette mai di imparare, l’umiltà di ogni pizzaiolo, di ogni ristoratore è un bene che deve sempre perseguire, quindi per noi l’innovazione è fondamentale, noi sperimentiamo su questo pomodoro anno dopo anno anche dei miglioramenti sul seme e sul frutto nonché sulla stessa resistenza dovuta ai cambiamenti climatici quindi per noi è importante che i ristoratori e i pizzaioli di qualità possano aggiornarsi come  fanno gli ingegneri, lo fanno i commercialisti, lo fanno i medici, oggi perché no, seguire dei corsi di approfondimento sull’utilizzo e come utilizzare al meglio questo frutto unico al mondo, appunto che è il pomodoro San Marzano dop». Fa eco a Giuseppe Napoletano lo chef Paolo Gramaglia, Stella Michelin del ristorante President di Pompei, che ha proposto nel corso della kermesse la sua versione di Totani e patate : « Questo è il mio San Marzano, è l’umami napoletano – cioè il quinto sapore che percepiamo –  se lo giri e osservi la forma noterai che è una scaramanzia napoletana ricordando quella di un corno portafortuna. Io sono qui per scaramanzia e perché il bellissimo pomodoro San Marzano è l’umami italiano. Il San Marzano DOP è l’unico pomodoro buono che esiste, non lo giudichiamo, basta assaggiare la pelata del Mio San Marzano, bisogna prenderla, aprirla, schiacciarla con le mani, assaporarla senza olio, senza nulla. Appoggiaci gli spaghetti butta un pò di basilico e solo alla fine un filo d’olio … ecco un grande piatto».  Il San Marzano è una varietà protetta: dal 1996 beneficia della Denominazione di Origine Protetta (DOP) e il suo disciplinare definisce con rigore le caratteristiche del frutto, coltivazione e trasformazione. Il sapore è unico: agrodolce, equilibrato, poco acido ideale sia per il consumo fresco sia per trasformazioni. Terreni vulcanici e clima mediterraneo conferiscono mineralità e intensità aromatica. La lavorazione a “pelato” prevede un ciclo controllato: raccolta manuale, lavaggio, scottatura, sbollentatura, pelatura a mano, confezionamento, tutto entro rigidi parametri qualitativi. Il San Marzano è indicato per ricette come il sugo per la pizza Margherita, il ragù e la parmigiana, nonché per gli gnocchi alla sorrentina. Ricco di antiossidanti come licopene, luteina e zeaxantina,  protegge il cuore, regola la pressione e può aiutare la salute della prostata. Il Pomodoro San Marzano è un tripudio di gusto, storia e salute: un perfetto ambasciatore della dieta mediterranea e della tradizione culinaria italiana. Harry di Prisco

Campania, I Tipici

Monte di Procida, l’Essenza del mare del ristorante BLU

Blu Ristorante una casa aperta a chi cerca bellezza, autenticità e passione splende per una sera  nel cielo di Monte di Procida  con lo chef stellato Gramaglia Nei giorni scorsi lo Chef Paolo Gramaglia, Stella Michelin del ristorante President di Pompei, è stato il protagonista di un evento gastronomico che si è svolto nel ristorante à la carte  BLU di Monte di Procida. “Una Stella nel Blu” è il titolo che è stato scelto per sottolineare il connubio fra lo Chef stellato e il blu intenso del mare di Torregaveta. L’ambiente del ristorante è stato creato con l’intento di suscitare emozioni profonde,  in uno scenario mozzafiato dei Campi Flegrei, è la celebrazione stessa del mare e della passione che guida ogni creazione culinaria. Il ristorante raffigura  l’amore per il territorio, espresso attraverso cibi, sapori e atmosfere uniche. La serata è stata dedicata alla valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e vinicole del territorio con i vini delle Cantine Babbo, rinomata realtà flegrea, attraverso un menù studiato per l’occasione. Per lo Chef  Paolo Gramaglia: «Blu non è solo un colore, Blu non è solo un progetto, Blu non è solo un ristorante. Blu è un’idea, un sentimento, una passione; Blu è vita, è unione di due famiglie, Schiano e Gramaglia, incontro di grandi professionisti, che vivono e vibrano le corde della musica gastronomica per la cucina, per la sala, per l’ospitalità. Blu è tutto questo è molto di più !». Il proprietario Antonio Schiano Lo Moriello ha precisato: «Il Blu Ristorante è una casa aperta a chi cerca bellezza, autenticità e passione. Questa serata dimostra cosa succede quando grandi talenti e dedizione si uniscono. È stata una festa di sapori, colori e sorrisi: un’esperienza che ha reso onore al mare e alla nostra terra». La brigata di sala, coordinata dal sommelier Fabio Gallotti, ha garantito precisione e professionalità durante tutta la serata. L’evento ha confermato il ruolo del Blu Ristorante come luogo di incontro per la promozione dell’eccellenza enogastronomica e come punto di riferimento per chi cerca esperienze di alta qualità. Il ristorante offre una soluzione à la carte per gli habitué dell’adiacente struttura turistico-ricettiva Villa Aragonese, storica location per eventi di prestigio. Per risalire alle origini bisogna arrivare agli anni ‘50, quando il locale era famoso ai frequentatori della Baia di Torregaveta come Addo ‘e Figliole. Oggi il locale, il cui nome completo è “Blu – L’essenza del mare”, ha cambiato parzialmente i suoi lineamenti, lasciando invariato il tipo di menù, composto da antipasti, primi e secondi in cui protagonista è il mare e ciò che ogni giorno offre. Il Blu non è solo un colore, ma la vera sostanza del mare, che permea ogni aspetto di questo luogo ritenuto fin dall’antichità magico. Il progetto di brand identity ha mirato a trasportare la freschezza e l’essenza del mare nell’identità del ristorante, creando un’esperienza unica e autentica. Il design è frutto dell’opera di Pietro Del Vaglio, un interior designer i cui progetti hanno riscosso molto successo tra gli States e l’Italia. A definire il design di Ristorante Blu è il suo carattere, contemporaneo e raffinato, riecheggiante il paesaggio marino e le sue bellezze naturali, anche subacquee come il corallo. Ogni elemento, dall’arredamento alla disposizione degli spazi, è stato progettato per offrire un’esperienza gastronomica e sensoriale indimenticabile. Il BLU non è solo un colore o un tema decorativo, ma una filosofia che permea tutto il ristorante, dall’atmosfera rilassata e accogliente alle deliziose creazioni culinarie che portano i sapori del mare direttamente sulla tavola. Ogni dettaglio, anche il più piccolo, è stato curato con attenzione per garantire un’esperienza completa e memorabile. Ma dove nasce il nome BLU ? Il nome è un richiamo immediato e potente: il colore del mare, la linfa vitale che bagna la costa flegrea.  Giacomo D’Ippolito, classe 1983,  ha curato il progetto in modo maieutico, ricordando Socrate, è riuscito a far emergere la verità racchiusa e a tirarla fuori  evidenziando i valori e la propria unicità attraverso un’identità visiva che fa la differenza. Il pesce è presente ovunque, a cominciare dal marchio ideato da Ippolito: una “B” che incorpora la coda di un pesce. Questa location rappresenta l’evoluzione naturale di un’esperienza consolidata nel settore della ristorazione, con l’obiettivo di esaltare l’eccellenza dei prodotti locali. «Il Blu è più di una semplice tonalità cromatica: è la sintesi perfetta tra territorio e cultura gastronomica, simbolo di profondità, purezza e tradizione», precisa D’Ippolito. L’eccellenza dei prodotti locali diventa il cuore pulsante del ristorante, mentre l’estetica del brand richiama la freschezza e l’autenticità del paesaggio circostante. Il payoff  “L’essenza del mare” rappresenta una promessa autentica, non si tratta solo di un richiamo poetico, ma di un impegno concreto nel portare in tavola la freschezza e la ricchezza del mare che circonda la costa flegrea. Restituendo in tal modo l’autenticità di ciò che il mare offre preparato con ingredienti di stagione e pescato locale, con piatti che ne esaltano la freschezza e la varietà. L’essenza del mare è quella sensazione di pura genuinità, capace di trasportare  in un viaggio sensoriale che evoca il profumo salmastro della brezza marina con il profumo delle onde. Questa promessa si riflette in ogni dettaglio del menù, creando un legame indissolubile tra il ristorante e il territorio. In tal modo si vive un’esperienza gastronomica in cui il territorio si fonde armoniosamente con la creatività culinaria. Al Ristorante Blu si realizza un viaggio sensoriale, dove ogni piatto crea un legame profondo con il nostro mare del golfo di Pozzuoli. Il progetto è riuscito a racchiudere nel locale l’essenza stessa del mare, per celebrare la bellezza dei Campi Flegrei e l’eccellenza culinaria locale. Ogni piatto racconta una storia, ogni dettaglio architettonico invita a immergersi in un luogo dove il mare non è solo uno sfondo panoramico della sala. Questo il Menù della serata : – “Da Schito verso il mare”: carciofo violetto su salsa di alici, salame di bufalo e gambo del carciofo arrostito; – “Totani e patate”: guazzetto di totani, patata soufflé, bottoni di inchiostro di totano di pomodoro e basilico;

Campania, eventi, I Tipici

A Pozzuoli la seconda edizione di Azzurro Pozzuoli

A Pozzuoli il 28 e i 29 dicembre eventi gastronomici, convegni, masterclass e laboratori didattici per bambini Al centro dell’economia ittica puteolana il valore inestimabile della risorsa mare Il sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, intervenendo alla conferenza di presentazione dell’evento nello storico Palazzo Migliaresi a Rione Terra ha dichiarato: «Azzurro Pozzuoli è una scommessa già vinta. Alla sua seconda edizione, conferma lo straordinario interesse della città, degli operatori e dei media nei confronti del mondo dell’enogastronomia flegrea». La manifestazione coinvolgerà l’intera cittadina flegrea e si pone l’obiettivo di valorizzare il pescato fresco, simbolo dell’eccellenza delle acque locali, nonché di promuovere le eccellenze enogastronomiche del territorio. Il pesce ha da sempre un ruolo centrale nell’economia ittica puteolana, che si basa su pratiche di pesca sostenibile e responsabile. Continua il sindaco Manzoni: «L’amministrazione ha creduto nel progetto al punto da richiedere un finanziamento ingente a Città Metropolitana per una seconda data in estate. Ringrazio l’Assessora Titti Zazzaro per l’intuizione e per l’impegno con il quale sta portando avanti un progetto che può proiettare l’enogastronomia puteolana e le eccellenze del territorio a livelli altissimi». Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista ed esperto di enogastronomia Luciano Pignataro, hanno partecipato i rappresentanti delle  istituzioni locali ed esperti del settore. Sempre a Palazzo Migliaresi  si è tenuto successivamente un convegno dal titolo “Pratiche di alimentazione e nuove tendenze culinarie”, introdotto e moderato da Vincente Migliucci, esperto di ecologia. Per l’assessore alle attività produttive del Comune di Pozzuoli Titti Zazzaro: «Nonostante tutto, Azzurro Pozzuoli è di nuovo realtà. È stato un anno difficile, ma noi tutti siamo stati più forti della più grave crisi sismica degli ultimi cento anni. Azzurro Pozzuoli è un momento di festa che rimette i valori della tradizione e del pescato locale al centro di un viaggio proiettato nel futuro». L’assessore Zazzaro così ha concluso il suo intervento: « Sono felice di annunciare che dopo il successo dello scorso anno, dal 2025 le edizioni di Azzurro Pozzuoli raddoppiano, con un nuovo appuntamento previsto anche per l’estate. Tutto ciò è il frutto di una costante sinergia tra questa amministrazione, gli operatori del mercato ittico, i pescatori, le associazioni e tutti coloro che insieme a noi hanno creduto e credono nel valore inestimabile della risorsa mare». La giornata si è conclusa con lo showcooking dello chef, stella Michelin, Paolo Gramaglia e dello chef  Cristian Oliviero che hanno preparato per l’occasione piatti straordinari, grazie ai quali i partecipanti al convegno hanno avuto l’opportunità di apprezzare il pescato fresco, autentico simbolo delle limpide acque locali, abbinato ai pregiati vini del Consorzio di Tutela dei vini dei Campi Flegrei e Ischia, in un’esperienza che ha celebrato le risorse uniche di questo territorio. Il prossimo appuntamento di Azzurro Pozzuoli è per sabato 28 dicembre nel “Palazzo del Mare”, sede del mercato ittico, alle ore 10,30 ci sarà una Masterclass dedicata alla degustazione dei pregiati vini dei Campi Flegrei, curata da AIS Campania (Associazione Italiana Sommelier Campania). L’evento guiderà i partecipanti in un viaggio sensoriale unico, con l’abbinamento dei vini alle eccellenze del pesce azzurro del mare di Pozzuoli. Domenica  29, sempre nel “Palazzo del Mare”, con inizio alle ore 10,30, è previsto l’evento “Azzurro Pozzuoli 4 Family”, laboratori didattici per bambini e famiglie. Gli Agrilab non sono solo un’occasione di divertimento, ma rappresentano anche un’opportunità educativa per sensibilizzare i più giovani su tematiche fondamentali come la biodiversità, l’alimentazione consapevole e l’importanza di un rapporto armonioso con la natura. L’edizione 2024 di Azzurro Pozzuoli si concluderà il 29 dicembre con il tradizionale evento “Aperifish”, a partire dalle ore 19,00. In questa occasione, i ristoratori puteolani delizieranno i presenti con piatti unici a base di pesce azzurro, creati per valorizzare la tradizione e l’innovazione della cucina locale. I piatti saranno accompagnati dai pregiati vini dei Campi Flegrei. Bontà delle tradizioni culinarie puteolane, un’occasione da non perdere per vivere la magia delle festività natalizie nel cuore della tradizione flegrea. Harry di Prisco

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